CINEMATOGRAFIA 

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Belluno, agosto 1967.

"La mia vita alpina è passata attraverso esperienze apparentemente dissimili tra loro: da quella indimenticabile ed esaltante della scalata, a quella dolcemente inebriante della trasposizione musicale della vita dell' Alpe. Per motivi diversi, tutto questo resta ora soltanto un magnifico ricordo, almeno come forma attiva e concreta, seppur esso abbia una parte pre­ponderante della mia esistenza.  Ora ho scoperto una forma nuova ... di scalata.

Ho scoperto la cinematografia, per poter penetrare nuovamente nel vivere segreto della montagna. Con essa forse potrò accomunare, nel limite che entrambe mi concedono, le due forme. Ho realizzato, alla buona, due documentari che hanno avuto preziosi riconoscimenti da parte della critica ma, soprattutto, da parte della gente di montagna. Specialmente Anatomia di una scalata (vedi scheda) realizzato nel 1965 .  

Ho presentato, da non molto, la mia ultima fatica: Rapsodia su temi dolomitici, op. 1 (scheda film + download video)e in 16 mm., un mondo nuovo, per me, scoperto angolo per angolo, ottenendo premi e riconoscimenti insperati ed inattesi anche in campo internazionale ( Premiato al  Festival di Trento, sez. documentari - 1967).  

Posso quindi sperare di ritornare alla Montagna attraverso le immagini ed i suoni, racchiudendola in una pellicola e raccontandola con la stessa semplicità con cui essa ha raccontato a me le sue storie.  Posso sperare di rendere accessibile quel mondo svelato a pochi ma possibile a molti di più. Se riuscirò, ciò mi sarà di conforto poiché la Montagna è stata parte fondamentale della mia esistenza e formazione per cui, ad essa, non posso rinunciare.  

Sarà dunque vero che esiste sempre una Montagna
per chi veramente la sa amare.  

C'è sempre, per ognuno, una Montagna.

Giancarlo Bregani