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1969
- C'E SEMPRE PER OGNUNO UNA MONTAGNA
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1969
-
C'è
Sempre per ognuno una Montagna
1°
Premio "Maria Brunaccini" per la letteratura
di montagna
"
Alla memoria di ANGELO VANELLI E CARLO SIOLI che sulle balze precipiti
del Monte Rosa e del Pizzo Badile han sciolto la cordata, per sempre,
che a loro mi legava. E
di Quanti han valicato i confini della montagna in nome di una passione
nobile e purissima Questo
libro è dedicato " Giancarlo Bregani
Scheda presentazione
Premessa
dell'Autore
Prefazione
di Giulio Bedeschi
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Capitoli
disponibili attualmente -
(scaricabili in .pdf max 40kb
ove non indicato)
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1) Tre
per il battesimo -
1947 -
Questo è per me un giorno diverso, un giorno nuovo, particolare. E’
come se fossi nato solo ora per essere quello che avrei dovuto esser
molto prima se solamente avessi immaginato la realtà. Non so «quanto»
alpinista potrò essere in futuro, ma so per certo che ormai questo
mondo mi è «dentro» ed i miei giorni migliori saranno quassù.
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2)
Giuseppe, guida alpina -
** NUOVO **
Lo
ricordo durante le ascensioni che facemmo assieme. Aveva il piede
sicuro, un senso dell'equilibrio incredibile, perfino in valle era
rinomato per questo. Godeva nel prendermi in giro quando scendevo per
certi paretini poco inclinati usando le mani per appoggio. Lui scendeva
fronte al vuoto, lasciandosi quasi scivolare sui chiodi delle sue
antiche scarpe ferrate. |
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3) Un metro per litro -
1951 -
** NUOVO **
L'unico,
il solo, il prescelto, io, avevo fatto precipitare l'arco candido teso
su un rispettabile abisso gelido e repellente che ora mi accoglieva e
che, pur offrendomi lo spettacolo incomparabile di una gamma di colori
freddi, dal bianco candido, all'azzurro cielo, al verde, al blu marino,
al nero rumoreggiante di acque, non mi piaceva affatto.
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4) Scuola di alpinismo
- 1953 -
E fu
così che nel 1953, il consiglio direttivo della sezione del Club Alpino,
alla quale ero iscritto, decise di varare un corso di alpinismo per i
giovani. Poiché masticavo alquanto di mineralogia e di glaciologia, mi
fu affidato il compito di tenere i corsi teorici-scientifici. Dieci
lezioni, dall' orientamento al pronto soccorso; dalla struttura e
stratificazione delle rocce ai ghiacciai ed alle loro diverse forme e
comportamenti.
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5) E
nel cielo si disegnò la folgore - 1955 -(Premio "Guido Rey" letteratura di montagna)
Sono
ormai le sette di sera, non possiamo perdere altro tempo, non ce la
sentiamo di scendere il ghiacciaio al buio, né possiamo affrontare un
bivacco nelle nostre condizioni. I fulmini hanno inciso molto le nostre
facoltà mentali." Il drammatico racconto dell'apertura della direttissima alla parete Sud del Monte
Disgrazia insieme ad Angelo Vanelli.(.pdf- 500 kb)
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6) Le gracchie del
Bernina
-
1956-
**
NUOVO **
Alle tre del mattino, la sveglia. Per caso non nevica? Affatto. Bisogna
alzarsi. Tutte le volte la solita musica: la pigrizia detta legge.
Appena giunti sul piazzale del rifugio ci si sente poi in corpo una
grande allegria e smania di muoversi. Andiamo.
In programma c'è la direttissima al Pizzo Bernina: andar su a forza di
ramponi sull'erto scivolo tra Scerscen e Bernina. Una meraviglia. |
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7) Ricordo di Angelo
-
1957 -
Sono passi ormai dimenticati, quelli di tantianni
fa; nella tremenda settimana che andava dall'8 settembre, domenica, quando
Angelo e Sergio salivano la parete Est del Monte Rosa, al venerdì 13
successivo, quando tutte le squadre di soccorso, accecate e frastornate
dalla terribile bufera mai sopita, decisero di sospendere definitivamente
le ricerche |
8) La
mia "incompiuta" - 1958
-
Tra
i miei ricordi tangibili c’è una fotografia della Cima Orientale di
Musella. A metà parete c’è un segno a matita, una freccia e una
scritta: “L’incompiuta”. Difficile
che la guardi e che la faccia vedere a qualcuno. Ma so sempre che c’è
e cosa significa, quando mi prudono le mani e mi viene la smania di
toccare le rocce come un tempo.
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